I verbi pronominali, cioè quelli che hanno un pronome integrato nella loro forma, comprendono i verbi riflessivi, i reciproci, i transitivi pronominali, gli intransitivi pronominali e i procomplementari. Non è possibile fare qui una disamina dei verbi procomplementari, ma le suggerisco di consultare l'archivio di DICO con le parole chiave procomplementare e procomplementari
Per il resto, si noti che i verbi davvero riflessivi sono pochissimi: vestirsilavarsipettinarsischiaffeggiarsi e qualche altro. Per essere riflessivo, infatti, il verbo deve descrivere un'azione che parte del soggetto e arriva al soggetto stesso. I reciproci, o riflessivi reciproci, sono di più: salutarsiabbracciarsibaciarsiaffrontarsiguardarsi... In pratica, qualsiasi verbo transitivo può diventare reciproco tramite l'aggiunta di un pronome atono, se descrive un'azione che parte da un soggetto A e arriva a un soggetto B e nello stesso tempo parte dal soggetto B e arriva al soggetto A. 
Il grosso dei verbi comunemente costruiti con un pronome, però, rientra nelle categorie dei pronominali intransitivi. In questi verbi, il pronome non indica una particolare destinazione dell'azione, ma fa soltanto parte della forma della parola. Prendiamo il verbo scontrarsi: in una frase come "La macchina si è scontrata con l'autobus" l'azione non parte dal soggetto per arrivare allo stesso soggetto, né ha le caratteristiche della reciprocità. Schiantarsi è, pertanto, un verbo pronominale, né riflessivo, né reciproco (né procomplementare). Esso è, inoltre, intransitivo, come si vede dalla frase (con l'autobus). Si distingue, quindi, anche dai pronominali transitivi, come lavarsi seguito da un complemento oggetto ("Mi lavo le mani"). I pronominali transitivi sono chiamati da alcuni riflessivi apparenti o riflessivi indiretti, perché alcuni coincidono con i verbi riflessivi con in più il complemento oggetto. Altri, invece, non diventano riflessivi se sono privati del complemento oggetto, ma rimangono semplicemente incompleti; per esempio strapparsi i capelli non potrebbe mai essere riflessivo.
Si noti che neanche tagliarsi i capelli senza il complemento oggetto diviene riflessivo: mi sono tagliato, infatti, può essere riflessivo soltanto nel caso in cui io abbia inflitto il taglio a me stesso. Quasi sempre, invece, mi sono tagliato significa 'qualcosa mi ha tagliato' ("Mi sono tagliato con il coltello" = 'il coltello mi ha tagliato'). Non a caso, in inglese mi sono tagliato non si dice I cut myself ma I got cut, cioè 'ho ricevuto un taglio'.
Nella sua frase, il verbo schiantarsi potrebbe sembrare reciproco, ma a ben vedere descrive un evento che coinvolge due (o più) soggetti, non un'azione reciproca. Per capire meglio questa differenza sfumata si confronti "I corpi celesti si scontrano" con "Le squadre si affrontano". Nel primo caso si scontrano descrive quello che succede quando si verificano certe condizioni; nel secondo caso si affrontano descrive il processo che parte da entrambi i soggetti coinvolti e arriva specularmente agli stessi soggetti. A conferma di questa differenza, nel primo esempio sarebbe necessario aggiungere la locuzione pronominale l'uno con l'altro, oppure l'avverbio reciprocamente, o simili (perché la reciprocità non è contenuta nel verbo): "I corpi celesti si scontrano l'uno con l'altro"; nel secondo esempio, al contrario, il pronome sarebbe superfluo e persino scorretto (perché il verbo è reciproco): *"Le squadre si affrontano l'una con l'altra". 
A maggior ragione, schiantarsi e incendiarsi non possono dirsi né riflessivi né reciproci (né procomplementari): l'azione dello schiantarsi, infatti, arriva a una persona o un oggetto diversi dal soggetto, mentre incendiarsi non parte dal soggetto. 
Incendiarsi potrebbe essere riflessivo soltanto in una frase come "Lo sconosciuto si è cosparso di benzina e si è incendiato" (come si è visto per tagliarsi), ma in italiano quest'uso sarebbe molto strano, perché per un'azione come questa si usa il costrutto darsi fuoco.
Fabio Ruggiano