Quando si dà del lei a qualcuno l'accordo con il pronome va fatto alla terza persona e secondo il genere della persona. Quindi, ad esempio: signora Verdi, la vedo stanca, ma signor Verdi, la vedo stanco (e inoltre, ovviamente non signor Verdi, lo vedo stanco). Quest'uso, oggi praticamente obbligatorio, non è l'unico possibile in teoria (e si noti che si tratta di una infrazione della regola grammaticale dell'accordo); se fosse ancora vitale l'espressione sua signoria, sottintesa dal lei, l'accordo sarebbe sempre al femminile: vedo la sua signoria stanca (signor Verdi)
L'aggettivo che si riferisce a più nomi dello stesso genere si accorda al plurale nel genere dei nomi. Questo può ingenerare ambiguità; nella frase tavoli e specchi quadrati, ad esempio, l'aggettivo quadrati può riferirsi tanto a specchi quanto a tavoli e specchi. Non può, invece, riferirsi al solo tavoli, perché altrimenti dovrebbe essere posto accanto a questo nome (tavoli quadrati e specchi). Per evitare questa ambiguità si può costruire la frase come fa lei, aggiungendo l'aggettivo entrambi. L'aggettivo entrambi, però, suona un po' strano riferito a due gruppi di elementi, perché per la precisazione significa 'tutti e due', non 'tutti'. Al suo posto si potrebbe usare tutti (in questo caso non è possibile intendere tutti quadrati come 'completamente quadrati', perché completamente quadrati non ha senso). Un'altra soluzione ineccepibile potrebbe essere ugualmente quadrati
Ancora, se quadrati fosse riferito soltanto a specchi, si potrebbe dire specchi quadrati e tavoli, o tavoli e, inoltre, specchi quadrati o in altri modi (bisognerebbe considerare l'intera frase).
Quando l'aggettivo si riferisce a più nomi di generi diversi, come nel suo terzo esempio, l'accordo va fatto al plurale maschile: pennelli e scarpe rossi, quindi, significa 'pennelli rossi e scarpe rosse'.
Fabio Ruggiano