Il periodo è formato da una proposizione condizionale (E se la vita non fosse una cosa seria,), subordinata di primo grado alla principale (alla fine ce la saremo guastata), che regge un'altra subordinata di primo grado, strumentale implicita (prendendo tutto maledettamente sul serio), intrepretabile anche come una causale.
La proposizione condizionale ha una evidente sfumatura concessiva, che potrebbe essere sottolineata o così: "Anche se la vita non fosse una cosa seria, alla fine noi ce la saremo guastata...", o, in modo ancora più netto, così: "Anche se la vita non fosse una cosa seria, alla fine noi ce la saremo comunque guastata..."
Maledettamente è corretto, ma si deve ricordare che, per il suo significato, abbassa il registro del discorso: deve essere usato, quindi, nel contesto appropriato.
Nella costruzione del periodo vanno sottolineate due particolarità: la prima è la congiunzione e all'inizio del periodo, che collega il periodo stesso al testo precedente, oppure, in assenza di un testo precedente, all'universo del discorso (come se implicasse: oltre a tutto quello che già sappiamo aggiungo cio...).
La seconda è il futuro anteriore ce la saremo guastata, che instaura un rapporto complesso con il congiuntivo imperfetto fosse. Il congiuntivo, infatti, rappresenta la condizione come possibile, mentre l'indicativo rappresenta la conseguenza come un fatto, e in più, per via del tempo futuro anteriore, osserva l'evento dalla prospettiva futura, rispetto alla quale l'evento è già compiuto.
Un'alternativa possibile per la costruzione della principale è il condizionale passato (ce la saremmo guastata). Con esso, la prospettiva sarebbe dal passato verso il presente, con una fattualità sfumata; senza la certezza, cioè, che l'evento si sia davvero realizzato così come descritto.
Fabio Ruggiano