Nelle sue frasi non ci sono eccezioni, ma la trasformazione da discorso diretto a indiretto segue le regole previste. 
Nel primo caso la cornice aggiunta (ovvero la proposizione che regge il discorso diretto divenuto indiretto) è al passato prossimo e ha un soggetto diverso da quello del discorso diretto / indiretto. Bisogna considerare che il passato prossimo si comporta, rispetto al discorso indiretto, come il presente, ovvero non richiede di norma alcun cambiamento di tempo verbale nel discorso indiretto. Il presente nella cornice, infatti, che rappresenta il momento di riferimento rispetto al quale scegliamo il tempo del verbo del discorso indiretto, viene a coincidere con il momento dell'enunciazione, quindi, in questo caso presente = contemporaneità, passato = anteriorità, futuro = posteriorità. Potremmo sostituire il modo indicativo con l'infinito se il soggetto della cornice coincidesse con quello del discorso indiretto: "Nora ha detto che si è fatta un piercing" o "Nora ha detto di essersi fatta un piercing".
La cornice al futuro, che troviamo nella seconda frase, si comporta di solito come il presente, quindi non richiede nessun cambiamento, per eventi passati ("Si sono trovati bene" > "Diranno che si sono trovati bene" oppure "Diranno di essersi trovati bene"). Quando l'evento del discorso diretto / indiretto è al presente bisogna considerare se il presente è acronico, cioè vale sempre, o è riferito a un preciso momento. Nel primo caso, rimane tale; nel secondo caso diventa passato. Per esempio: "Sei una brava persona" (presente acronico) > "Domani dirò a tutti che sei una brava persona"; "Sono a casa" (evento riferito a un momento preciso) > "Domani Luca dirà a tutti che ero a casa".
Nella sua seconda frase, bisogna capire se "Ci troviamo bene al mare" sia una affermazione generale (cioè 'di solito ci troviamo bene al mare'), oppure si riferisca a un momento preciso (cioè 'ci troviamo bene adesso al mare'). Nel primo caso la frase rimarrà intatta nel discorso indiretto; nel secondo diventerà "Mi diranno che si sono trovati bene al mare", oppure "Mi diranno di essersi trovati bene al mare".
Se l'evento del discorso diretto / indiretto fosse futuro, bisognerebbe valutare il suo rapporto temporale con il futuro della cornice: "Tra tre giorni ce la metterò tutta per vincere" > "Domani dirò che due giorni dopo ce la metterò tutta per vincere", ma "Tra quattro giorni dirò che ce l'avrò messa tutta per vincere", o "Tra quattro giorni dirò che ce l'ho messa tutta per vincere", o anche "Tra quattro giorni dirò di avercela messa tutta per vincere".
Fabio Ruggiano