Il condizionale, presente e passato, è compatibile con anche se soltanto se la proposizione da esso introdotta non è subordinata, bensì giustapposta, e quindi anche se non è un connettivo ma un segnale discorsivo.
Nella sua frase 1, per esempio, anche se mi avrebbero osteggiato è sullo stesso piano di ero sicura, un po' come se dicesse ero sicura, ma mi avrebbero osteggiato. Si noti che, in questo caso, alla virgola si preferisce il punto e virgola (o anche il punto): ero sicura di farcela; ma mi avrebbero osteggiato.
Se, invece, la proposizione è una subordinata concessiva, allora non ammette il condizionale, ma soltanto il congiuntivo o, al presente, anche l'indicativo: "Ero sicura di farcela, anche se mi avessero osteggiato", "Sono sicura di farcela, anche se mi osteggiano / osteggeranno / osteggiassero ".
Il connettivo come se non ammette il condizionale in nessun caso, perché la proposizione comparativa ipotetica è più strettamente ipotetica, quindi subordinata, della concessiva. Per questo la sua frase 2 non è mai corretta, ma richiede sempre il congiuntivo. Il tempo del congiuntivo da usare dipende dal grado di probabilità dell'evento del mostrarsi: l'imperfetto implica che esso sia probabile; il trapassato che esso sia improbabile, se non impossibile.
Fabio Ruggiano