Tra le due frasi ci sono due differenze, entrambe nella proposizione principale, la disposizione dei sintagmi e la presenza del pronome colui. La prima differenza rispecchia un diverso scopo informativo: nella prima frase si vuole informare su chi sia il preside del Liceo, nella seconda su chi sia Giovanni. Per quanto riguarda colui, esso funge da antecedente di che, quindi è il referente dell'informazione della proposizione relativa; a sua volta, colui rimanda a Giovanni, che è subito adiacente. Questa formulazione con la relativa indirettamente riferita alla persona di cui si sta parlando separa l'informazione della relativa da quella della reggente, suggerendo che la prima sia rilevante per descrivere Giovanni, ma in modo indipendente dal suo ruolo di preside. Senza colui, al contrario, l'informazione della relativa è collegata a quella della reggente, tanto da suggerire che ci sia una relazione di quasi motivazione tra le due (quasi Giovanni è il preside del Liceo perché ha insegnato Filosofia).
Nella seconda frase, l'informazione della relativa si aggancia direttamente alla persona di cui si sta parlando; stranamente, però, questa non è Giovanni, ma il preside del Liceo.
La seconda formulazione, insomma, non è felice, perché, a prescindere dalla presenza di colui, allontana il pronome che dal suo antecedente naturale, che è Giovanni. È preferibile, pertanto, usare la prima versione, con o senza colui, oppure, nella seconda, anticipare la relativa come incidentale: "Giovanni, che ha insegnato per molti anni Filosofia, è Il preside del Liceo". Con l'incidentale, colui diviene superfluo in ogni caso, perché l'anticipazione dell'informazione della relativa rispetto a quella della principale fa risaltare la prima come dotata di una rilevanza autonoma e rende molto improbabile l'interpretazione quasi motivazionale.
Fabio Ruggiano