La pasta è soggetto, mi è benefattivo (più banalmente, complemento di termine), piace è verbo intransitivo e, in quanto tale, non può reggere un complemento oggetto. Volendo essere un po' più complicati e analitici, si può dire che il verbo piacere è un verbo inaccusativo, vale a dire un tipo di verbo che non può avere un complemento oggetto, ma il cui soggetto si comporta in modo molto simile a  un complemento oggetto. Per questa ragione, la Sua perplessità (nel considerare la pasta come oggetto) è legittima. Una delle peculiarità di questi verbi (tutti quelli con ausiliare essere), tra le altre, è quella di avere, solitamente, il soggetto posposto e che può essere pronominalizzato con ne. Per es.: "mi piacciono le granite: me ne piacciono in particolare due, fragola e caffè". Solitamente, è l'oggetto ad essere pronominalizzato con ne: "mangio le granite, ne mangio due" e simili. Dunque, già soltanto da queste due caratteristiche (1. soggetto posposto al verbo, 2. soggetto pronominalizzabile con ne), capisce bene come in verbi come piacere il soggetto si comporti in modo molto simile al complemento oggetto. Ma, attenzione: rimane pur sempre un soggetto e non un oggetto!
 
Fabio Rossi