Come lei stessa nota, il modo verbale richiesto nelle subordinate è dovuto a ragioni sintattiche estranee alla consecutio temporum, sebbene con essa intrecciate. La proposizione bella o brutta che fosse è equivalente a o che fosse bella, o che fosse brutta, ovvero a una ipotetica (o condizionale) correlativa, che richiede il congiuntivo. Il congiuntivo imperfetto, del resto, ha il potere di proiettarsi nel futuro (si pensi a una frase come "Speravo che il giorno dopo mi chiamasse").
Il condizionale passato sarebbe possibile se modificassimo leggermente la sintassi, trasformando la subordinata condizionale in relativa: che sarebbe stata bella o (sarebbe stata) brutta. Ovviamente, in questo modo si perde l'idea dell'ipotesi, dell'incertezza, e la prospettiva è rappresentata come un'alternativa fattuale. Questa scelta risulterebbe meno significativa, perché è scontato che le esperienze future siano fattualmente o belle o brutte (non c'è bisogno di esplicitarlo); meno scontato, invece, è che il parlante consideri in anticipo il ricordo legato all'esperienza futura duraturo (ma, sia detto a margine, la scelta del verbo scandire lascia un po' perplessi) a prescindere dalla natura dell'esperienza.
Fabio Ruggiano