1. La variante con il condizionale passato è corretta e legittima, sebbene improbabile da incontrare. Il condizionale passato accentua l'idea che il pagamento delle rate non si verifichi e che, quindi, ci sia la possibilità che l'acquisto non si concretizzi. Per questo motivo è più facile incontrarlo con il congiuntivo trapassato (se avessi pagato... l'auto mi sarebbe costata). Il congiuntivo trapassato, però, è possibile soltanto se l'emittente sappia in anticipo che non pagherà le rate, per esempio perché sta immaginando uno scenario che si sarebbe realizzato se avesse fatto una scelta diversa, ormai impossibile. Il condizionale passato, invece, rimane valido anche in relazione al congiuntivo presente. Il futuro semplice e il futuro anteriore sono anche alternative possibili, tutte dotate di una specifica sfumatura e difficili da graduare in base alla formalità. Per un approfondimento sul rapporto tra futuro semplice e anteriore in un contesto analogo si veda la risposta 2800177 dell'archivio di DICO.

2. Bisogna distinguere le interrogative dirette e indirette introdotte dall'avverbio quando e le temporali introdotte dalla congiunzione quando. Le prime possono avere il condizionale: Quando vorresti partire?; dimmi quando vorresti partire. Le seconde possono avere l'indicativo e il congiuntivo (con sfumatura ipotetica), ma non il condizionale. Nella sua frase, quando introduce una temporale ipotetica, che, quindi, richiede il congiuntivo venissi. Anche se inserissimo una protasi esplicita, la situazione non cambierebbe: "Tu torneresti a casa quando, se io volessi, venissi a prenderti". 
 
3. Vanno bene sia la variante con il condizionale passato sia quella con il congiuntivo imperfetto. Il congiuntivo è preferibile perché consente di evitare la stranezza della ripetizione dei condizionali. Del resto, con il congiuntivo non si perde l'idea del futuro, che è implicita nella frase.

4. La frase è corretta. I condizionali si giustificano come strategia attenuativa (passerei io implica una protasi del tipo se è possibile).

5. La non piena accettabilità del condizionale passato è dovuta proprio alla logica interna della frase, non a ragioni generali. Come detto nella risposta 2800361 dell'archivio di DICO, a cui lei fa riferimento, si dà per scontato che il personale medico sia stato formato per fronteggiare le emergenze prima dell'insorgere delle emergenze, nonché prima del momento dell'enunciazione (prima di entrare in servizio, cioè), e quindi il tempo più indicato sia proprio il passato prossimo. Una frase che descriva una situazione diversa ammetterebbe sia il futuro anteriore sia il condizionale passato. Per esempio: "Sto seguendo un corso di primo soccorso, così, se ci fosse un'emergenza, sarei pronto ad aiutare le persone in difficoltà, perché sarei / sarò stato formato per questo scopo". In questo caso l'indicativo futuro indicherebbe la mia certezza di essere formato; il condizionale seguirebbe la logica della conseguenza possibile .
Fabio Ruggiano