Le parole paradiso beatitudine non riassumono bene lo stato di perfezione spirituale e divina a cui si riferisce la frase. Nella concezione cristiana, la prima, oltre a designare il luogo, indica una condizione di eterna felicità come ricompensa per aver agito in modo giusto durante la vita terrena; la seconda, invece, descrive uno stato di perfetta felicità che consiste nella visione beatifica di Dio. Il termine che dal punto di vista teologico sintetizza lo stato di perfezione spirituale attribuito all’essenza stessa di Dio, ma anche alle persone che riproducono in parte la perfezione divina, è santità. La frase si potrebbe quindi riassumere così: "Devo superare le difficoltà per raggiungere la santità", anche se (dal punto di vista teologico) il superamento delle difficoltà non implica necessariamente come conseguenza il raggiungimento della santità, bensì il raggiungimento del paradiso. Insomma, riassumere un concetto così complesso con una sola parola, per quanto semanticamente vicina al concetto ricercato, è rischioso e se da una parte produce un effetto di maggiore incisività per via della brevità, dall'altra esclude le sfumature che una frase intera può veicolare.
Raphael Merida
Fabio Ruggiano