La sua osservazione è corretta: in dipendenza da un presente il futuro si esprime con il futuro (o anche con il congiuntivo presente: "Vuole sapere che cosa gli succeda domani"), mentre in dipendenza da un passato si usa il condizionale passato. In questo caso, però, non sarei così netto nel condannare la scelta dell'autore. Tutto sommato, infatti, il presente vuole sapere non serve a portare la linea temporale degli eventi al presente, visto che la narrazione è al passato. Serve, invece, a dare una dimensione atemporale alla descrizione, come per richiamare nel lettore la consapevolezza che quella reazione evidenziata nel personaggio è, in realtà. comune in ogni tempo e in ogni luogo. Con il condizionale passato, quindi, lo scrittore ritorna alla linea temporale effettiva, che è passata, trascurando l'accidente della reggenza al presente. 
Questo è uno di quei casi in cui la regola grammaticale cede il passo all'espressività linguistica.
Per quanto riguarda le tre frasi che lei propone, la prima e la terza sono equivalenti per il significato, ma quella con l'indicativo è meno formale. La seconda sottolinea che la descrizione è relativa a Marco in particolare, diversamente da quelle al presente, che sono atemporali, quindi suggeriscono che lo stesso atteggiamento è potenzialmente riscontrabile in chiunque.
Fabio Ruggiano