Le due espressioni sono perfettamente equivalenti e vanno bene per tutte le situazioni comunicative. Sicuramente la seconda ("confezione di bottiglie d'acqua") è più formale (ma anche, direi, eccessivamente pomposa e un po' burocratica), ma la prima ("cassa d'acqua") è del tutto corretta e adatta anche agli usi formali. Immagino che il motivo della sua richiesta sia dovuto alla supposizione che la prima espressione ("cassa d'acqua") possa sembrare a taluni eccessivamente generica, imprecisa e informale, per via del fatto che, materialmente, l'acqua non è disposta in una vera e propria cassa, bensì in bottiglie tenute insieme da un foglio di plastica. Ebbene, tale critica è insussistente, dal momento che la lingua (qualunque lingua, non soltanto quella italiana) non funziona secondo una logica astratta e il rispetto pedissequo dell'etimologia e del significato letterale delle parole, ma in base a usi e funzioni concrete e consolidate. Pertanto, in virtù degli usi figurati (metonimia), così come possiamo dire "ho bevuto un bicchiere di Pinot", piuttosto che "ho bevuto una certa quantità di vino di tipo Pinot contenuta in un bicchiere", altrettanto felicemente possiamo dire "cassa d'acqua", intendendo, per metonimia, con cassa 'contenuto di una cassa o di contenitore analogo, di forma più o meno di parallelepipedo', e con acqua, sempre per metonimia, 'bottiglia contenente dell'acqua'. Se vuole saperne di più sulla metonimia, legga il quesito di DICO numero 280044.
Purtroppo molti parlanti e scriventi pretendono di guardare alla lingua secondo astratti meccanismi razionalistici, come se le lingue non mutassero nelle forme e nei contenuti in base al tempo, allo spazio, e alle situazioni comunicative. Ma, se così fosse, ancora parleremmo latino, o addirittura la lingua di Adamo!

Fabio Rossi