​L'aggettivo possessivo suo rimanda al soggetto della proposizione, che nel caso di i suoi passi è un suo studente (così come, a sua volta, suo nella proposizione principale una volta constrinse un suo studente rimanda all'altro personaggio in questione). In teoria, quindi, suoi passi sono quelli dello studente. Sempre in teoria, i passi dell'altro soggetto dovrebbero essere definiti i passi di lui: "Una volta costrinse un suo studente a ripercorrere i passi di lui attraverso l'immensa stazione". 
In realtà, la situazione è più complicata, perché suo è comunemente riferito anche a soggetti di proposizioni sovraordinate, non solamente completive, come è in questo caso. Ugualmente ambigua, per esempio, sarebbe la frase: "Lo chiamò per parlare dei suoi genitori" (i genitori del chiamante o del chiamato?). Il complemento di specificazione con il pronome personale in sostituzione dell'aggettivo possessivo, inoltre, è sentito come antiquato e burocratico (fa pensare a formule come la di lui consorte).
Responsabile, ma in minor misura, dell'ambiguità del riferimento è l'indecidibilità della responsabilità dell'azione (non è possibile, cioè, inferire dal cotesto se i suoi passi siano quelli dello studente o quelli dell'altro personaggio). Il verbo ripercorrere non è dirimente: anche se lo sostituissimo con percorrere l'ambiguità rimarrebbe, perché essa è provocata soprattutto dall'aggettivo possessivo. Non ambigua, per esempio, sarebbe la frase "Una volta costrinse alcuni suoi studenti a ripercorrere i suoi passi attraverso l'immensa stazione", perché non potremmo riferire il secondo suoi agli studenti
Per risolvere il problema si può soltanto formulare la frase diversamente, oppure fornire, prima o dopo, informazioni dirimenti.
Fabio Ruggiano