Metonimia. Anche se tra le due figure retoriche c'è spesso, nelle trattazioni, molta ambiguità, e vengono usate ora come interscambiabili, ora come l'una un sottotipo dell'altra, sarebbe bene limitare il valore di sineddoche a uno scambio di parole sull'asse della contiguità semantica di tipo quantitativo (il tutto per la parte o la parte per il tutto, il singolare per il plurale e viceversa: per es. quando si usa "le mie stanze" per 'camera mia', o "l'italiano" per 'gli italiani'); mentre la metonimia indica sempre uno scambio di parole sull'asse della contiguità semantica, però stavolta di tipo qualitativo: l'autore per l'opera ("ho letto Manzoni" in luogo di 'ho letto I promessi sposi"), il materiale per l'oggetto prodotto (come nel suo esempio legno per 'barca', oppure ferro per 'spada') ecc. Tuttavia, dato che anche alcuni usi figurati basati sulla contiguità di tipo qualitativo possono essere considerati dal punto di vista quantitativo (cioè procedendo dal più al meno o viceversa), il suo esempio dantesco può essere correttamente definito anche come sineddoche, dal momento che il materiale (legno) è più generico del prodotto (barca), e dunque questa è una sineddoche dal generale al particolare. Insomma: può classificare il suo esempio tanto come metonimia quanto come sineddoche.
Per tentare di fare chiarezza su questi termini e concetti giustamente complicati (la retorica è molto affascinante, perché non si limita a spiegare gli usi poetici, ma tenta anche di spiegare certi meccanismi cognitivi), le suggerisco le ottime voci (metonimiasineddoche e molte altre di figure retoriche, fenomeni linguistici ecc.) dell'Enciclopedia dell'italianoTreccani, ora accessibile anche gratuitamente online nel sito www.treccani.it 

Fabio Rossi