Al fianco di e a fianco di sono usate oggi in modo intercambiabile, un po' come al livello di e a livello di. La perdita dell'articolo è una conseguenza della solidarizzazione a cui è soggetta l'espressione, cioè del fatto che i parlanti la percepiscano sempre più come un'unica parola, perché è molto frequente nell'uso. A volte, questo fenomeno produce una vera e propria univerbazione, come è successo a soprattutto (sopra + tutto) e come sta succedendo a avvolte (a + volte), che, però, è ancora da considerare sbagliata. 
Al fianco è preferito quando è usato come locuzione avverbiale, in casi come questo: "Lei si sforzò di leggere la scena, e con trepidazione vide sua madre sorridere a qualcuno che le stava al fianco" (Ugo Riccarelli, Il dolore perfetto, 2004). È, inoltre, l'unica forma possibile quando ha significato letterale: "Ecco che mi solleva la maglietta, e comincia una tortuosa marcia di avvicinamento fatta di baci e di succhiotti, dal petto fino al fianco" (Sandro Veronesi, Caos calmo, 2006).
Fabio Ruggiano