Vorrei ricevere, se possibile, alcuni chiarimenti circa i rapporti che il passato prossimo stringe con gli altri tempi verbali.

Primo caso: passato prossimo e trasformazione da discorso diretto a indiretto.

"L’ho visto e gli ho domandato: ‘Come va?’"
1a) L’ho visto e gli ho domandato come va. (Accettabile per indicare l’attualità dell’interrogativo.)
1b) L’ho visto e gli ho domandato come vada. (Mantiene l’attualità dell’interrogativo ma ne aumenta la formalità.)
1C) L’ho visto e gli ho domandato come andava. (Costruzione nel rispetto della consecutio.)
1d) L’ho visto e gli ho domandato come andasse. (Consecutio e formalità.)

Nel caso le mie annotazioni siano corrette, mi chiedo se le opzioni 1C e 1D siano applicabili anche in quei contesti in cui, come nelle prime due varianti, si voglia o si debba sottolineare che l’evento è “presente”.
In altre parole, scrivendo o dicendo “gli ho domandato come andasse/andava” si sottintende esclusivamente la contemporaneità con l’azione espressa dalla reggente che, in quanto al passato prossimo, attiene alla sfera del passato, oppure si mantiene comunque un possibile legame con il presente?

Il secondo caso è di simile natura. Mesi addietro lessi su un noto testo grammaticale i seguenti esempi:

"Mi sono raccomandato a Dio che mi soccorra della sua grazia."

"Cristo mi ha messo in cuore che io vi dica."

Le costruzioni dimostrano il nesso sintattico e semantico tra passato prossimo e azione presente; ricollegandomi al quesito esposto sopra, mutatis mutandis, vorrei sapere se la sostituzione del congiuntivo presente con il congiuntivo imperfetto cambierebbe tale nesso.

La frase: “Cristo mi ha messo in cuore che io vi dicessi”, ad esempio, escluderebbe la contemporaneità tra la subordinata e l’enunciazione?

Vi ringrazio sinceramente per la vostra disponibilità e per la vostra cordiale attenzione.

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