In effetti, l'etimologia della parola sarcasmo (il verbo greco sarkazo 'dilanio') lascia intendere che il termine indichi un atteggiamento estremamente negativo nei confronti di chi ne è fatto oggetto. Una considerazione generale, però, è che l'etimologia non esaurisce il significato delle parole (tanto per fare un esempio evidente, pupilla non significa in italiano 'bambolina', come in latino), ma ne rappresenta un nucleo che si arricchisce nel tempo e negli usi. Prendiamo un esempio come il seguente, di una famosa scrittrice del Novecento, Maria Bellonci (dal romanzo Rinascimento privato, 1986):
 
"Federico ha fatto anche questo" rispose con sarcasmo Alfonso, "ha sottoscritto il contratto nuziale sotto gli occhi dell'imperatore. E mai Carlo abdicherà alla sua maestà di ordinatore del mondo."

È indubbio l'intento offensivo espresso dal termine; anche se, come si evince dall'esempio, l'offesa è indiretta e non particolarmente violenta. Il sarcasmo,infatti, sfuma spesso nell'ironia e nella beffa, di cui rappresenta quasi un sinonimo.
Fabio Rossi e Fabio Ruggiano