​Le proposizioni oggettive esplicite, come quella che nella sua frase è introdotta da che, ammettono l'indicativo, il condizionale e il congiuntivo. È facile, infatti, trovare esempi di credo che potrebbepenso che potrebbeimmagino che potrebbe e simili. Il verbo spero, però, veicola un forte senso di eventualità che rende improbabile, alle orecchie dei parlanti, la reggenza del condizionale e, addirittura, rende anche l'indicativo meno accettabile rispetto a quanto non lo sia con gli altri verbi di pensiero. In altre parole spero che puoi è meno accettabile di credo che puoi
Si tratta di una preferenza nell'uso, non di una regola grammaticale: la costruzione spero che potrebbe non può dirsi errata; in pratica, però, è scartata dalla maggioranza dei parlanti e degli scriventi rispetto a quelle con il congiuntivo (più formale) e con l'indicativo (più trascurata).
Fabio Ruggiano