Vi sarei grato se mi deste alcune indicazioni utili sulla composizione di comunicazioni formali. Innanzitutto vi domando quale formula sia da preferire tra io sottoscritto e il sottoscritto. Mi pare che le due soluzioni convivano. Ho sempre preferito la seconda, malgrado tuttora mi generi una qualche esitazione in termini di concordanza.
Credo che tutte le parti variabili del discorso che sono declinate in base al genere e al numero e siano riferibili al sottoscritto (verbi, aggettivi) debbano muovere dalla terza persona. Tutto ciò alle volte risulta innaturale, considerando che lo scrivente si riferisce a sé stesso.
 
Il sottoscritto xxx intende richiedere che il proprio indirizzo di posta elettronica sia modificato e che ogni messaggio ad egli (?) inviato sia… Il sottoscritto richiede inoltre che i suoi dati personali…
Resta (?) in attesa di un riscontro.
Porge (?) distinti saluti.

Questi sono solo alcuni esempi critici; ma in una comunicazione mediamente lunga i motivi di incertezza possono essere numerosi. 
Domando inoltre se esista un’alternativa alla ripetizione del sostantivo sottoscritto durante la stesura: è possibile usare il pronome egli (o ella in caso di sottoscritta)?
E un'ultima cosa, che prescinde dalla concordanza: nella chiusa delle comunicazioni formali non è raro trovare ringraziamenti per l'attenzione o il tempo dedicati. Quelle di seguito proposte sono tutte e cinque ammissibili?

Grazie per l'attenzione che mi dedicherete/dedicherà.
Grazie per l'attenzione che vorrete/vorrà dedicarmi.
Grazie per l'attenzione che vogliate/voglia dedicarmi.
Grazie per l'attenzione che mi avete/ha dedicata.
Grazie per l'attenzione che mi è stata dedicata.