​Il pronome atono ci in guadagnarci serve a riprendere o anticipare il tema dell'enunciato nel quale è inserito: in "In questo affare tu che cosa ci guadagni?" il tema (in questo affare) è ripreso da ci; in "Tu che ci guadagni in questo affare?" il tema è anticipato. Ovviamente, il tema può essere anche sottinteso: "Tu che cosa ci guadagni?".
La costruzione dell'enunciato con il tema isolato a sinistra, ripreso da un pronome, o a destra, anticipato da un pronome, è nota come dislocazione e serve a mettere in evidenza proprio il tema; quella a sinistra, in particolare, è utile per collegarlo meglio al co-testo precedente, quella a destra, invece, funziona meglio per creare effetti retorici di ironia o polemica.
Il pronome non è affatto obbligatorio, se il tema è espresso in forma piena ("Tu che cosa guadagni in questo affare?" è perfettamente regolare), ma nel parlato e nello scritto informale è certamente la forma preferita, perché la ripetizione aiuta la coesione. Se il tema non è esplicitato, invece, la costruzione senza pronome ("Tu che cosa guadagni?") risulta poco chiara: in questo caso il pronome è necessario.
In ogni caso, il significato di guadagnare e guadagnarci​ è identico.
Fabio Ruggiano