La variazione diafasica (cioè le differenze tra ambito formale e informale) non va enfatizzata. A volte, un enunciato va benissimo in entrambi gli ambiti, com’è il caso del suo. Presupposto che vi sia un rapporto tra pari tra gli interlocutori (come testimonia l’uso del Tu in luogo del Lei come allocutivo), l’enunciato non ha alcuna necessità d’esser “sollevato” stilisticamente. Ovviamente, sono sempre possibili alternative, ma che suonerebbero stonate, a mio avviso, come per esempio la sostituzione (qui fuori luogo) dell’indicativo con il congiuntivo: “come sia andato”. Si potrebbe anche eliminare, dandolo per scontato, l’inciso iniziale con funzione di segnale discorsivo incipitario: “Se vuoi”. Si potrebbe anche trasformare l’enunciato da discorso diretto a indiretto (o proiettato, come lo chiamerebbe Halliday), e con sostituzione del presente con il futuro, a rendere meno perentoria la richiesta all’imperativo: “ti prego di farmi sapere come andrà il provino”. E mille altri cambiamenti sono possibili. Ma ripeto: il troppo stroppia. Perché mai accanirsi a modificare (o innalzare) ciò che funziona benissimo così com’è, in tutti gli ambiti?
 
Fabio Rossi