L'interpretazione di un articolo di legge separato dal resto del testo è rischiosa; limiterò le mie osservazioni al versante linguistico. L'espressione ove possibile (descrivibile, dal punto di vista grammaticale, come una proposizione relativa ipotetica nominale incidentale) è semanticamente molto generica, tanto da comprendere qualsiasi circostanza potenzialmente ostativa, dalle avverse condizioni atmosferiche alla mancanza di posizioni vacanti. In questi casi, ci si affida al ragionevolezza del giudice per evitare interpretazioni fedeli alla lettera ma contrarie allo spirito della legge.
L'anticipazione della proposizione incidentale da lei proposta cambia effettivamente il senso generale della frase, ma in un modo potenzialmente peggiorativo per il lavoratore: in "Il lavoratore di cui al comma 3 ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina", la restrizione si applica alla sede di lavoro più vicina. Si enfatizza, pertanto, la relazione tra la possibilità della scelta e la vicinanza della sede di lavoro, come a dire che il lavoratore può scegliere la sede più vicina solo se ciò è possibile (senza specificare, come detto sopra, quale possa essere la causa ostativa). Nella frase non è spiegato che cosa succeda se la sede più vicina non sia disponibile, ma il diritto di scegliere una sede è fatto salvo e può essere esercitato, presumibilmente, su un'altra sede.
In "Il lavoratore di cui al comma 3, ove possibile, ha diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina", la restrizione si applica al diritto: è il diritto a essere vincolato alla possibilità, non la scelta. Con questa formulazione, il diritto potrebbe non essere fatto salvo in ogni caso, ma valere solamente ove possibile. Paradossalmente, la motivazione ostativa potrebbe essere l'impossibilità di scegliere la sede più vicina; il diritto, cioè, si perderebbe del tutto (e non potrebbe essere esercitato su sedi alternative) se la sede più vicina non fosse disponibile.
Sottolineo che la differenza tra le due formulazioni è sottile; anche nel secondo caso si potrebbe argomentare che lo spirito sia da ricondurre al primo; che, cioè, ove possibile si riferisca al diritto di scegliere la sede più vicina, ma non escluda la possibilità di sceglierne altre.
Fabio Ruggiano