I forestierismi non adattati (cioè che mantengono la forma originaria) sono invariabili, quindi il plurale è uguale al singolare. Non può che essere così, perché i prestiti entrano nel sistema dell'italiano come parole singole, senza derivati. Sarebbe antieconomico, del resto, accogliere il meccanismo di formazione del plurale delle decine di lingue da cui l'italiano ha prelevato prestiti. Ad esempio, quale sarebbe il plurale di burqa o krapfen?
All'abitudine di lasciare i forestierismi non adattati invariabili si oppongono poche eccezioni. Tra queste, le più comuni sono le seguenti (ma si badi: nessuna è obbligatoria, il plurale invariabile è sempre corretto e in alcuni casi il plurale variabile è sulla soglia dell'errore): il plurale di curriculum è spesso  curricula (diversamente dagli altri nomi latini che finiscono in -umultimatumreferendumquantum...); il tedesco lied ha di norma il plurale originario lieder; lo spagnolo pueblo preferisce pueblos; i prestiti che finiscono in vocale (e qui torniamo a coca-cola) possono essere percepiti come adattati e quindi funzionare come le parole italiane, quindi gazebo/gazebi (accettato anche dai dizionari) e coca-cola/coca-cole (comune ma da non preferire). 
Fabio Ruggiano