Tutte le espressioni che indicano un certo tipo di colorazione o, in generale, di aspetto di una superficie si usano, appunto, in riferimento a superfici: è il caso di a chiazzea striscea pallinia poisa puntinia macchiea fiori e simili. L'espressione a colori è quella più generica, che racchiude tutte le altre: si suppone, infatti, che le chiazze, le strisce, i pallini ecc. siano di colori diversi dallo sfondo, quindi qualunque superficie a chiazze o altro è anche a colori, nel senso che presenta almeno due colori.
Quando sono riferite a oggetti inanimati è automatico associare queste espressioni alla superficie degli oggetti, come per mare a chiazze = 'superficie del mare a chiazze'. Alcune di queste espressioni, con una piccola forzatura, possono riferirsi non all'aspetto della superficie, ma alla forma dell'oggetto. Penso a foglia a strisce (o, meno precisamente, pianta a strisce), che descrive primariamente la colorazione variegata della superficie della foglia, e che, in modo un po' vago, può essere usata anche per descrivere la forma della foglia. Le espressioni costruite con a + nome plurale che si riferiscono alla forma di un oggetto, però, sono tipicamente diverse: a cubettia fettea blocchi, oppure a forma di...
Gli esempi che lei porta di possibile confusione tra la superficie e la forma sono poco significativi: in pantaloni a strappi la forma dell'oggetto e la sua superficie coincidono, quindi non si può decidere se a strappi sia associato alla superficie o alla forma dell'oggetto. Si tratta, inoltre, di una espressione bizzarra: lascia credere che gli strappi siano connaturati ai pantaloni, e non applicati ad essi. Non a caso essa è pressoché assente on line, e dovrebbe essere sostituita da pantaloni con strappi, o pantaloni strappatiQuaderno ad anelli, invece, è del tutto fuori luogo, perché gli anelli non indicano né un aspetto della superficie del quaderno né una sua forma, ma sono oggetti a parte uniti al quaderno. Esistono, invece, i fogli a buchi, che sono quelli nei quali si infliano gli anelli del quaderno ad anelli. In questo caso succede lo stesso che per pantaloni a strappi: la superficie del foglio coincide con la sua forma. 
Le persone sono più complesse degli oggetti e ci aspettiamo che vengano descritte distinguendo l'apparenza dalla sostanza. Per questo motivo un'espressione come *persona a strisce è insensata (a meno che non sia ironica; ma anche in quel caso andrebbe ben contestualizzata), perché dà l'idea di una persona costituita da strisce. Possiamo, però, dire persona con la pelle a strisce, o al limite persona con il corpo a strisce, specificando che le strisce sono visibili sulla superficie del corpo della persona stessa (per esempio perché la persona in questione si è abbronzata in modo disomogeneo). In alternativa, si può dire che la persona è coperta di...ricoperta di...piena di... Quanto detto per a strisce vale per a chiazzea macchiea puntini e simili; ma per la verità non sono molte le espressioni del genere che possono essere associate a una persona, perché la pelle umana può assumere una varietà limitata di configurazioni. Come si può intuire, quello che vale per la pelle vale anche per i capelli, che coprono la testa, quindi ne rappresentano la superficie.
Per quanto riguarda a pezzi, difficilmente l'espressione può riferirsi all'aspetto di una persona (come può la pelle di una persona essere a pezzi?), ma, invece, descrive tipicamente uno stato d'animo. 
Gli animali stanno a metà strada tra gli esseri umani e gli oggetti: "La tigre è un animale a strisce" è accettabile, sebbene più preciso e formale sia "La tigre è un animale con la pelle / il mantello a strisce". 
Fabio Ruggiano