​Concordo pienamente con lei riguardo alla legittimità delle frasi 1. e 2. Non bisogna confondere la rarità con il divieto. Il congiuntivo presente e passato sono evitati nella protasi del periodo ipotetico perché esprimerebbero un'ipotesi reale, nel presente e nel passato (mentre l'imperfetto esprime la possibilità e il trapassato l'irrealtà). Siccome la realtà è associata all'indicativo, i due tempi del congiuntivo vengono sempre sostituiti dai corrispondenti tempi dell'indicativo. Rimane, però, possibile ricorrervi; con cautela e preferibilmente in contesti molto formali: sono, infatti, talmente insoliti che farebbero storcere il naso a molti parlanti.
Anche le frasi 3. e 4. sono ben formale. In questi casi il se regge "è vero", "tu sostieni", "ammettessimo" o simili: la protasi, cioè, è "Se è vero", "Se tu sostieni", "Se ammettessimo" ecc. Il condizionale, quindi, non è introdotto da se, ma è inserito nella proposizione, soggettiva o oggettiva (a seconda di come è costruita la protasi), retta dalla protasi così formata.
Fabio Ruggiano