​Entrambe le costruzioni sono possibili. Nella prima il condizionale passato presenta l'evento del subire come già avvenuto al momento dell'avverarsi della ipotesi (dovesse rimbalzare), come per sottolineare che il disservizio non inizi al momento dell'avverarsi dell'ipotesi, ma prosegua, essendo iniziato precedentemente all'avverarsi stesso dell'ipotesi. 
La seconda è meno tipica, ma non per la ragione da lei addotta: la mancata ricezione del consenso, infatti, precede tanto l'evento dell'apodosi quanto il momento dell'enunciazione. Rispetto a ora (momento dell'enunciazione), cioè, il consenso è presentato come non ricevuto prima. In sintesi: "Dico (ora) che se avessi ricevuto (ieri) il consenso dell'intervistato pubblicherei (ora o in futuro) l'intervista". Se volessimo, invece, situare nel futuro tanto la ricezione del consenso quanto la pubblicazione dell'intervista, non ci sarebbe ragione di costruire la protasi con il trapassato (perché non si può presentare come impossibile un fatto che non si è ancora avverato); la costruzione più indicata sarebbe, allora, "Pubblicherei l'intervista se ricevessi il consenso dell'intervistato".
Fabio Ruggiano