Il significato di piuttosto che a cui lei è abituata, cioè di 'invece di’ o ‘anziché’, è l'unico appartenente all'italiano standard (quello codificato dalle grammatiche e dai dizionari). Con questo significato, il connettivo ha valore comparativo ed eccettuativo; l'esempio da lei fornito, infatti, può essere trasformato nel seguente modo: "Spiegami dove ho sbagliato, invece di sgridarmi".
Da più di un decennio, e specialmente nell'italiano centrosettentrionale, piuttosto che ha assunto il significato proprio della congiunzione disgiuntiva o. Le ragioni di questa moda sono da ricercarsi nella percezione di piuttosto che come nobilitante rispetto a da parte dei ceti medio-alti del Settentrione che, poi, hanno influenzato gli altri parlanti. Sono gli stessi motivi, per esempio, che inducono a pronunciare rùbrica invece di rubrìcamòllica piuttosto che mollìca.
L'uso disgiuntivo di piuttosto che è ancora da considerare scorretto e non è consigliabile in nessun contesto; non solo perché in contrasto con la grammatica e con la storia etimologica del sintagma, ma anche perché può creare importanti ambiguità nella comunicazione, rischiando di compromettere la funzione del linguaggio. Una frase come "Stasera vado al cinema piuttosto che al teatro" indica una preferenza ('Stasera vado al cinema, non al teatro') e non un'alternativa ('Stasera vado al cinema o al teatro'). L'uso disgiuntivo è, comunque, tipico di catene di alternative, come nell'esempio da lei proposto "pomodori piuttosto che cipolle, piuttosto che dell’aglio". Si noti che la frase, se interpretata con il valore standard di piuttosto che, significherebbe: '[compro] i pomodori e non le cipolle, né dell’aglio".
Già nel 2002 la linguista Ornella Castellani Pollidori ipotizzava che alla base dell'uso di piuttosto che con valore disgiuntivo ci fossero frasi come "Andiamo a Vienna in treno o piuttosto in aereo" (in cui piuttosto dà maggiore plausibilità al secondo elemento della coppia disgiuntiva). 
Raphael Merida