Il pronome di cortesia si distingue solamente al singolare, ed è sempre lei (terza persona). Ad esso corrispondono le particelle pronominali la per il complemento oggetto e le per il complemento di termine. 
Esempi: "Sa che le [complemento di termine] dico? Lei [soggetto] è proprio una brava persona"; "Ho chiamato lei [complemento oggetto] per avere un aiuto"; "La ho (l'ho) [complemento oggetto] chiamata per avere un aiuto"; "Voglio regalare a lei [complemento di termine] questa penna"; "Le [complemento di termine] voglio regalare questa penna".
Si noti che lei come pronome di cortesia si concorda al femminile se si riferisce a una donna, al maschile se si riferisce a un uomo: "Le dispiace essere più chiarasignora Bianchi?"; "Le dispiace essere più chiarosignor Bianchi?".
Al plurale, il pronome di cortesia coincide con il pronome voi. In alcune regioni d'Italia, soprattutto al Sud, voi si usa anche per il singolare: "Posso parlarvisignor Bianchi?".
Fino a qualche decennio fa, e ancora oggi in un registro estremamente formale, era ed è possibile usare, come pronome di cortesia per il plurale, il pronome loro: "(Loro) non abbiano timore: siano certi che fugherò i loro dubbi".
Fabio Ruggiano