​Le piante che crescono nelle crepe dei muri o delle strade appartengono a molte specie. Sono, comunemente, designate con espressioni collettive come vegetazione spontanea, visto che crescono senza essere coltivate, oppure infestante, con riferimento alla loro dannosità per i fabbricati (sebbene questo aggettivo si adatti più propriamente alle piante che insidiano le loro concorrenti coltivate, come la gramigna, la zizzania e le piante parassite). .Si può distinguere tra erba, che ha un fusto non legnoso, piante, che sono dotate di fusto legnoso o fibroso, arbusti, che sono bassi, legnosi o fibrosi e ramificati fin dalla base, alberelli e persino alberi, se la pianta ha fusto legnoso, rami, foglie, fiori e frutti. Le piante, poi, possono essere isolate o raggruppate in cespugli, se presentano un intrico grossolanamente globulare di molti rami, rovi, se i cespugli sono anche spinosi (il rovo è anche una pianta specifica: quella che ha i frutti detti more), siepi (con una punta di ironia, visto che queste formazioni sono spesso, ma non sempre, curate e modellate per delimitare confini), che sono cespugli con una certa estensione lineare, filari (con ironia più marcata, visto che il termine si associa di solito agli alberi), che si presentano in file più o meno regolari e non intricate.
Fabio Ruggiano