​Quella che lei chiama locuzione è una vera e propria proposizione subordinata, introdotta dall'avverbio come. Se come non è a sua volta preceduto da una preposizione, la proposizione è una comparativa (è il caso della prima e della terza frase che lei porta come esempi); se, invece, è preceduta da per, come nella sua seconda frase, è piuttosto interpretabile come una causale: "Marco non riusciva a camminare a causa di quanto era stanco". Entrambe le proposizioni, comparative e causali, richiedono il modo indicativo del verbo, che deve rispettare le regole del tempo comuni alla maggior parte delle altre subordinate. I suoi esempi, pertanto, sono tutti ben formati.
Per saperne di più sull'uso dei tempi del verbo nelle subordinate, può consultare l'archivio di DICO inserendo come parola chiave consecutio temporum.
Fabio Ruggiano