​La frase è ben formata da tutti i punti di vista. Descrive una situazione intricata, nella quale il momento dell'incontro con Max è stato preceduto dall'annuncio dell'emittente: "Ti avevo detto". Tale avvertimento è espresso con il trapassato perché è avvenuto prima di un altro evento, a sua volta passato. L'evento passato rispetto al quale l'annuncio dell'emittente è anteriore non è esplicitato, ma possiamo facilmente ricostruirlo: è la richiesta di informazioni da parte del ricevente. Il parlante, cioè, sottintende "Prima che tu mi chiedessi informazioni sul mio incontro con Max, ti avevo detto...".
L'azione dell'aspettare contenuta nella subordinata oggettiva direttamente dipendente dalla principale è espressa con il condizionale passato perché è collocata nel futuro rispetto al trapassato avevo detto (per saperne di più sul futuro nel passato è possibile consultare l'archivio di DICO con la parola chiave consecutio temporum). La proposizione temporale "Prima di avvertirti", infine, è costruita con l'infinito perché il suo soggetto coincide con quello della reggente, io; l'infinito è, inoltre, presente perché instaura un rapporto di posteriorità con l'azione della reggente ("che avrei aspettato").
Quest'ultima proposizione contiene un'informazione di sfondo, quindi è bene separarla dal resto della frase con una virgola. Una alternativa ugualmente valida è inserirla come incidentale nel corpo della frase: "Ti avevo detto che, prima di avvertirti, avrei aspettato di riuscire a parlare con Max".
Fabio Ruggiano