​Il pronome reciproco l'un l'altro è soggetto all'accordo di genere e numero con i nomi a cui si riferisce. Le forme senza identità di genere tra i due membri (l'un l'altragli uni le altre) sono più rare di quelle "omogenee", ma ugualmente ben formate. Decisamente rara, sebbene in linea di principio ineccepibile, è l'inversione dei termini, con la precedenza data al membro femminile. Va detto, comunque, che, proprio in virtù della reciprocità, l'accordo funziona a prescindere dall'ordine relativo dei due membri: "Lucia e Paolo si amano l'un l'altra" è corretto nonostante la mancata corrispondenza simmetrica tra i generi dei soggetti e quelli del pronome. "Lucia e Paolo si amano l'una l'altro", invece, pur non essendo scorretto, risulta sgradito ai parlanti, come dimostra la quasi totale assenza di esempi, tanto on line quanto nell'archivio della BIZ (Biblioteca Italiana Zanichelli). Rari, sebbene attestati, sono, infine, l'una l'altra le une le altre.
L'alta frequenza d'uso di varianti plurali e con il secondo membro femminile sconsigliano l'uso cristallizzato di l'un l'altro. Vero è che una certa tendenza alla cristallizzazione esiste; essa è, però, attualmente un fenomeno popolare, non accolto nella lingua comune.
Fabio Ruggiano