Attendevamo una domanda come la sua, dal momento che molti parlanti e scriventi si sentono disturbati dall'eccesso di parole inglesi nella lingua italiana. DICO ha già preso posizioni al riguardo, come lei sicuramente già saprà: infatti, in diverse sezioni del nostro sito abbiamo suggerito, qualora possibile, di evitare l'eccesso di forestierismi, specialmente quando termini italiani equivalenti sono consolidati e a portata di mano. 
Ciò premesso, come dice il proverbio, "il troppo stroppia", le crociate non si addicono alla lingua, né alla convivenza civile, e il tono polemico non aiuta la discussione, né la divulgazione, né l'approfondimento scientifico.
In primo luogo, DICO non ha l'obiettivo di "suggerire le migliori espressioni da usare in" italiano, come scrive lei. Anzi, il nostro obiettivo è proprio quello di mostrare la duttilità di qualunque lingua storico-naturale. Ci prefiggiamo, semmai, lo scopo di mostrare la varietà delle scelte possibili. Piuttosto che puntare il dito, pensiamo sia utile mettere a disposizione gli strumenti possibili per arrivare da soli a un uso consapevole della lingua.
In secondo luogo, gli esempi di anglicismi da lei addotti (online, login, webmaster ecc.) sono perlopiù tecnicismi informatici, di fatto imposti dai sistemi in uso in qualunque sito internet. Sostituirli con equivalenti italiani, qualora fosse possibile, genererebbe probabilmente un notevole fraintendimento tra gli utenti, che ormai se leggessero parola d'ordine o parola di passo, faccio per dire, in luogo di password, si sentirebbero di colpo catapultati in ambiente militare o massonico, piuttosto che in un sito di infrarete (già che ci siamo, perché non sostituire Internet con infrarete?).
Il buon uso della lingua passa, sicuramente, anche per le scelte lessicali, ha ragione lei: ma non saranno certo pochi anglicismi informatici a intaccarne l'integrità. Ammesso poi che l'integrità sia un valore, nell'uso linguistico. Se così fosse, che ne direbbe di tornare a parlare latino?
Infine, la inviterei a riflettere su altre violazioni della norma linguistica, come per esempio quella sintattica da lei commessa, nella sua elettrolettera (= e-mail), allorché ci scrive: "ho alcuni dubbi sulla lingua italiana che mi auguro possiate aiutarmi a risolverli". Quel li pleonastico, ammissibile in una conversazione informale ma non certo in una lettera formale di chi si erge a giudice del buon uso dell'italiano, è il tipico esempio di caduta di controllo nella progettazione del periodo. Per saperne di più al riguardo, potrebbe andare a guardare, questo intervento in DICO, e anche la domanda n. 28009 dell'Archivio.
Fabio Rossi