Sono tutte alternative possibili, con, come rilevato da lei, differenze semantiche. 
"Fino a quando non avrei potuto parlarne con lei" è la normale costruzione del futuro nel passato, che richiede il condizionale passato. Con questa costruzione l'evento del parlarne con lei è semplicemente presentato come futuro rispetto alla situazione configurata dalla proposizione reggente (tenere il segreto), che è, a sua volta, passata rispetto al momento dell'enunciazione, ovvero il qui e ora dell'emittente.
"Fino a quando non potessi parlarne con lei" trascura la relazione temporale con il verbo reggente (comunque facilmente decodificabile grazie al significato della congiunzione fino a quando) e accentua, invece, il carattere ipotetico della proposizione temporale: la frase, così, si avvicina a "(Forse non avrei tenuto il segreto) se non potessi parlarne con lei". Grazie all'imperfetto congiuntivo, la prospettiva del parlarne con lei è presentata come possibile, quindi l'emittente sa, o è convinto, che si realizzerà (ma non sa quando). La variante con il trapassato ("Fino a quando non avessi potuto parlarne con lei") sposta l'ipotesi dal piano della possibilità a quello dell'irrealtà: l'emittente, quindi, non sa se, né quando, l'evento si realizzerà.
Fabio Ruggiano