​Cambiando la posizione del non la sua funzione cambia e, con essa, cambia il significato della frase. Nella frase "Ho più freddo quando piove di quando non nevica" l'avverbio è inserito all'interno della proposizione temporale, quindi si unisce al verbo rendendolo negativo. L'anticipazione rispetto alla congiunzione quando produce due effetti: obbliga a modificare la congiunzione di in che (le due congiunzioni sono, invece, ugualmente valide senza non) e trasforma non da negazione vera e propria in negazione espletiva. Questo tipo di funzione di non riguarda alcune proposizioni subordinate (le comparative, le esclamative, quelle introdotte da chissà che, le temporali introdotte da finché e prima che, le eccettuative) ed è sempre facoltativa (sebbene in alcuni casi sia sconsigliata e in alcuni, al contrario, consigliata). 
Tra le comparative, quella di uguaglianza esclude la negazione espletiva: "Amo il calcio tanto quanto non amo la pallavolo" significa che non amo affatto la pallavolo. Al contrario, la comparativa di disuguaglianza, soprattutto di maggioranza (come quella contenuta nella sua frase: "Ho più freddo quando piove che non quando nevica"), la accetta di buon grado. La negazione espletiva non rende la proposizione a cui si riferisce negativa, diversamente dalla negazione propria, che polarizza negativamente il verbo della proposizione. Al contrario, la proposizione che segue la negazione esplicativa è per forza positiva, in quanto questo tipo di negazione implica che ci sia una controparte negativa della proposizione positiva; così "Ho più freddo quando piove che non quando nevica" implica "Ho meno freddo / non ho freddo quando nevica".
Quando il secondo termine di paragone possiede la qualità oggetto della comparazione in un grado minimo o nullo la negazione esplicativa è pienamente accettabile; al contrario, quando la qualità è posseduta in grado massimo la negazione è meno calzante. In altre parole, la sua frase ("Ho più freddo quando piove che non quando nevica") suggerisce che quando nevica il soggetto abbia pochissimo o niente affatto freddo, mentre la variante "Ho più freddo quando piove che quando nevica" suggerisce che anche quando nevica il soggetto senta freddo (sebbene meno di quanto ne sente con la pioggia).
Sottolineo, a margine, che in una frase del genere la proposizione temporale "Quando nevica" si trova pur sempre all'interno del costrutto comparativo e viene considerata, pertanto, una proposizione comparativa. Questo vale anche per la temporale con la negazione propria in "Ho più freddo quando piove di quando non nevica"; un buon modo per definire questo tipo di proposizione può essere temporale comparativa.
Fabio Ruggiano