Tra le prime due frasi, la seconda è quella più aderente alla norma standard. La consecutio temporum, infatti, richiede che in dipendenza da un tempo presente (nel suo esempio voglia) la subordinata al congiuntivo prenda il presente (quindi vengano contestati) se il rapporto tra i due eventi è di contemporaneità (o di posteriorità). Se la reggente avesse il congiuntivo imperfetto ("Non volesse mai il cielo che"), nella subordinata sarebbero ammessi sia il presente (vengano contestati), sia l'imperfetto (venissero contestati).
Tra le seconde due frasi, la prima è meno formale (ma non scorretta); la seconda è più formale, da preferire in contesti scritti e anche parlati non familiari.
Fabio Ruggiano