​La prima frase, che contiene il periodo ipotetico con la protasi al congiuntivo imperfetto e l'apodosi all'indicativo trapassato, è ben formata, sebbene insolita: sottolinea che il parlante (non avendo ancora ricevuto notizie dal meccanico) ha ragione di credere, ma non ne è certo, che il problema non sia all'avantreno, e che il meccanico non abbia già sostituito i supporti. La costruzione risulta più chiara se eliminiamo il piano del discorso riportato: "Se il problema dell’auto fosse all'avantreno, il meccanico avrebbe dovuto sostituire i supporti motore”.
Rispetto al congiuntivo trapassato, l'imperfetto sottolinea che lo stato di cose (il problema) è ancora possibile nel momento dell'enunciazione (ovvero nel momento in cui il parlante sta raccontando i fatti). 
Il periodo ipotetico con il congiuntivo trapassato ("se il problema dell'auto fosse stato all'avantreno"), si badi, sarebbe valido anche nel caso specifico illustrato, ma non veicolerebbe automaticamente la sfumatura di possibilità presente nell'imperfetto; lascerebbe, piuttosto, aperte entrambe le interpretazioni: 1. Il parlante (non avendo ricevuto notizie dal meccanico) ha ragione di credere, ma non ne è certo, che il problema non sia all'avantreno; 2. Al contrario, il parlante sa già che il problema era proprio quello e che il meccanico ha sostituito i supporti.
Per quanto riguarda il secondo quesito, anche queste costruzioni sono legittime e ben formate. Si tratta di casi in cui le proposizioni al presente indicano stati di fatto perduranti nel momento dell'enunciazione, che è presente.
Fabio Ruggiano