​Il dubbio relativo alla scelta tra il condizionale e il congiuntivo accomuna le seguenti frasi: "Avrebbe parlato a tutti coloro che si sarebbero/fossero presentati", "Mi disse che sarebbero partiti appena avessero/avrebbero acquistato i biglietti", "Quando sarebbero/fossero giunti al parco, avrebbero camminato tra gli alberi". Nei tre casi, entrambe le opzioni sono valide: il condizionale rappresenta la scelta richiesta dalla consecutio temporum, visto che il verbo esprime un evento successivo rispetto a un altro evento passato (posteriorità nel passato). In nessuno dei tre casi, ovviamente, l'evento rispetto al quale va valutata la posteriorità è quello espresso dal verbo delle reggenti; anzi, le reggenti presentano eventi posteriori rispetto a quelli delle subordinate. L'evento è quello espresso dal verbo di dire, pensare o simili della proposizione principale, esplicitato nella frase "Mi disse che sarebbero partiti appena avrebbero acquistato i biglietti", sottintesa nelle altre due: "(Dichiarò/pensò che) avrebbe parlato a tutti coloro che si sarebbero presentati", "(Dichiararono/pensarono che) quando sarebbero giunti al parco, avrebbero camminato tra gli alberi". Rispetto a questa relazione temporale, quella tra gli eventi delle due subordinate passa in secondo piano e non viene rappresentata al livello morfologico. La sostituzione dei condizionali con i congiuntivi conferisce agli eventi una sfumatura di potenzialità: ad esempio, nella frase "Mi disse che sarebbero partiti appena avessero acquistato i biglietti" si suggerisce che l'acquisto dei biglietti è ancora da decidere e potrebbe non avvenire.
Nella protasi del periodo ipotetico della realtà "Se non è/sia possibile fare altrimenti, vado al cinema" è preferibile l'indicativo presente.
Nella frase "Va/vanno bene tanto la prima l’opzione quanto la seconda" è preferibile il plurale; il singolare costituisce un caso di concordanza ad sensum, fenomeno largamente accettato, ma da evitare in contesti di media e alta formalità, e soprattutto nello scritto.
Infine, l'unica parola ben formata (tecnicamente si tratta di una unità polirematica) è i terzo livello, che è invariabile perché fa parte di un'espressione più ampia, nella quale la parte variabile è sottintesa: il (soggetto inquadrato / i soggetti inquadrati nel) terzo livello. Si tratta, comunque, di un termine burocratico, da evitare in contesti estranei all'ambito dell'amministrazione.
Fabio Ruggiano