​Nell'uso comune è difficile individuare una distinzione funzionale tra le preposizioni di e in nel complemento di materia. Una differenza di fondo, però, c'è e dipende dalla semantica delle due preposizioni. Il complemento di materia è costruito con di quando la materia è intesa come una delle qualità di un oggetto; diversamente, può essere costruito con in quando si vuole attirare l'attenzione sulla materia usata per costruire l'oggetto. Così, ad esempio, una statua di legno è una statua che, tra le altre qualità, possiede quella di essere fatta di legno; una statua in legno è una statua di cui si vuole sottolineare che è stata scolpita nel legno. Non a caso, la preposizione in è preferibilmente preceduta dall'azione che indica il processo usato per realizzare l'oggetto (statua scolpita in legno (ma non *statua scolpita di legno), e, anche quando non lo sia, lo sottintende. 
La preposizione in, di conseguenza, è preferita nei cataloghi d'arte, nei registri, negli inventari, che hanno interesse a enfatizzare il materiale costitutivo degli oggetti, in quanto distintivo; è ovvio, inoltre, che è tipica degli oggetti realizzati con materiali preziosi. Quando si tratta di strutture edili, nelle quali i materiali sono standard e persino obbligati dalla normativa, l'uso di in non è quasi mai giustificato; lo diventa nel caso in cui si voglia enfatizzare il materiale con cui una struttura è stata costruita: costruzioni in calcestruzzo, ad esempio, equivale a costruzioni realizzate in calcestruzzo (e non in acciaio o altro).
Fabio Ruggiano