Il pleonasmo e l'endiadi non si escludono a vicenda, anzi possono coincidere: l'ampliamento di un concetto attraverso l'uso coordinato di due sinonimi può essere inquadrato in entrambe le categorie.  La scelta dell'una o dell'altra dipende dall'intenzione del parlante: se la costruzione coordinata è fatta per ottenere una sfumatura di significato o anche solamente per far suonare la frase in un certo modo, si parlerà di endiadi, se, invece, la costruzione è frutto di distrazione o trascuratezza si interpreterà come pleonasmo. Entrambe le funzioni, semantica (ottenere un certo significato) e "poetica" (ottenere un certo suono), sono presenti nelle endiadi cristallizzate nell'uso, come sano e salvofuoco e fiammecasta e pura. Dagli esempi appena fatti si nota, tra l'altro, che l'endiadi si può fare con i nomi, gli aggettivi, come anche con i verbi e gli avverbi.
Fabio Ruggiano