Normalmente, tra le funzioni di più c'è quella di indicare, in correlazione con una negazione, la cessazione di un'azione; usando i suoi esempi, quindi, "Non potrà suonare più" può essere riferito a un musicista che si è rotto due dita, mentre "Non ti bacerà più" a una persona che è stata lasciata da un fidanzato e quindi in futuro non riceverà da lui i baci che riceveva in passato. In questi casi, più prende il significato di 'più a lungo', quindi 'ancora'; non a caso, in inglese questa funzione è spesso svolta dalla perifrasi (no) longer, che significa letteralmente '(non) più a lungo': "I will not serve that in which I no longer believe" ('Non servirò più ciò in cui non credo più') scrive James Joyce in A Portrait of the Artist as a Young Man
La funzione di più 'ancora', inoltre, opera per la massa, oltre che per il tempo, in frasi come "Non ne voglio più", ovvero 'Non voglio una quantità maggiore di ciò'.
Tornando alla dimensione del tempo, più può facilmente essere usato in riferimento ad azioni che non si sono ancora verificate, ma erano state programmate; quindi "Non potrà suonare più" può anche essere riferito a un musicista che avrebbe dovuto esibirsi in un concerto ma ha avuto un incidente. In questo caso la frase è parafrasabile come 'Non potrà dare seguito alla preventivata azione di suonare'. Lo stesso vale per "Non ti bacerà più", che può riferirsi a qualcuno che era pronto a impegnarsi in una relazione amorosa e ha cambiato idea prima che questa iniziasse, quindi 'Non darà seguito alla preventivata azione del baciare'. Quest'uso estensivo di più è da considerarsi meno formale di quello descritto sopra (e infatti è più comune in comunicazioni informali); si può trovare anche in frasi al passato come "Sei più andato a Parigi?" nel senso di 'Hai poi dato seguito alla preventivata azione di andare a Parigi?'.
In conclusione, come sempre quando è possibile una doppia interpretazione, è meglio contestualizzare l'enunciato.
Fabio Ruggiano