Il pronome si può assumere diverse funzioni, a volte non facili da distinguere. Nel suo esempio (“Si vive i propri giorni” o “si vivono i propri giorni”), la funzione potrebbe sembrare quella di rendere il verbo impersonale (sarebbe, quindi, un si impersonale). Si deve rilevare, però, che il verbo vivere è usato qui come transitivo, con il complemento oggetto espresso: per semplicità, potremmo assimilare la frase a "Tutti vivono i propri giorni". In questi casi (con un verbo transitivo e il suo complemento oggetto espresso), il si impersonale è interpretato in italiano moderno come si passivante, cioè come particella che rende il verbo passivo. A causa di questa interpretazione, il complemento oggetto diviene il soggetto del verbo; la sua frase, pertanto, è assimilata di fatto, più che a "Tutti vivono i propri giorni" a "I propri giorni sono vissuti da tutti". Ne consegue che, se il complemento oggetto (divenuto il soggetto) è plurale, il verbo deve essere plurale. Per inciso, se il complemento oggetto fosse singolare, la funzione del si rimarrebbe ambigua tra impersonale e passivante: "Si vive una vita sola" potrebbe essere assimilata tanto a "Tutti vivono una vita sola" quanto a "Una vita sola è vissuta". Ovviamente, però, proprio il fatto che con il complemento oggetto plurale il verbo è interpretato come passivo fa propendere per una interpretazione passiva anche con il singolare.
​Si noti anche che se il complemento oggetto non è espresso (quindi anche con i verbi intransitivi) il si è sempre impersonale (e il verbo, di conseguenza, sempre alla terza persona singolare): "Oggi si muore di caldo", ma anche "Si vive una volta sola", in cui una volta sola è un complemento di tempo determinato.
Fabio Ruggiano