Sì, indubbiamente fa piacere è un unico predicato, del resto facilmente parafrasabile con un unico verbo: ti va...?
I linguisti chiamano i costrutti di questo tipo “a verbo supporto”, ovvero con un verbo generico che regge  un sostantivo più specifico, che dà il significato proprio del sintagma. A volte, sono più infornali dell’equivalente costrutto con il semplice verbo (fare una fotografia o dare un’occhiata o uno sguardo sono più infornali, e nel secondo caso con una sfumatura semantica in più, rispetto al semplice fotografare o guardare/badare a), altre volte più formali (dare aiuto, rispetto ad aiutare).
Non lo definirei, però, un uso causativo, dal momento che, di norma, si parla di verbi causativi o fattitivi per quei verbi che indicano un’azione fatta compiere da/ad altri; per es. “mi hai fatto aspettare per ore”; “ti lascio studiare in pace”.
Naturalmente, anche fare piacere, ma in un contesto e in una struttura del tutto diversi, potrebbe avere valore causativo: “se non ti piace la minestra, tua madre te la fa piacere per forza”.

Fabio Rossi