Il verbo venire può essere usato al posto di essere in funzione di ausiliare solamente al passivo e nei tempi semplici (non si può dire *io sono venuto chiamato). La scelta tra essere e venire è spesso legata a una preferenza stilistica da parte dell'emittente, ma, in alcuni casi, può esprimere una sfumatura di significato; ad esempio una frase come "I cancelli vengono chiusi alle 8:00" chiarisce che la chiusura dei cancelli avviene alle 8:00, mentre "I cancelli sono chiusi alle 8:00" può essere interpretata come la descrizione di una situazione, successa anche molto tempo prima. In altre parole, venire come ausiliare del passivo conferisce al verbo una sfumatura di dinamicità che manca al verbo essere, più adatto a descrivere i fatti come fermi nel tempo. 
Fabio Ruggiano