In aula, durante una lezione in cui si commentavano i versi finali del coro del quarto atto dell'Adelchi di Manzoni, nel termine colono (v. 119) uno studente coglieva una connotazione "ideologica", estranea invece al termine contadino: colono, diceva, è chi lavora alle dipendenze di un padrone, coltivando terreni non di proprietà. Ne è nata una vivace discussione...
C'è del vero in quanto affermava? E qual è in realtà la sfumatura che diversifica i due sostantivi?