L'uso del verbo svoltare nella frase da lei segnalata è d'ambito gergale, molto comune, almeno nell'Italia centrale, tra i giovani (e meno giovani) da molti anni. In quanto uso gergale, è limitato perlopiù al parlato informale, tra pari, o allo scritto che ne imita le movenze. Sicuramente sarebbe bene evitare simili usi in scritti d'ambito formale o anche nel parlato rivolto a persone che non condividono il medesimo orizzonte socioculturale. L'alternativa  da lei proposta andrebbe benissimo per usi più formali, ma risulterebbe artefatta in un dialogo (o in una chat, per fare un esempio di scrittura informale) tra pari che condividano il medesimo gergo. Svoltare, in gergo, può essere utilizzato sia intransitivamente (ho svoltato, cioè 'ho riportato un successo': "Ho svoltato col lavoro"; "Quella ragazza m'ha dato il suo numero di telefono: ho proprio svoltato!"), sia transitivamente, come appunto in "M'hai svoltato la giornata", cioè 'hai determinato un esito molto positivo, magari insperato, nella mia giornata', o 'hai risolto un problema' e simili. Naturalmente, può essere usato anche ironicamente, cioè per esprimere l'esatto contrario. Se avessi un incidente d'auto, potrei esprimere il mio disappunto esclamando: "Oggi ho proprio svoltato", o "Ho svoltato la giornata", o, rivolgendomi non proprio euforicamente a chi mi ha tamponato: "M'hai svoltato la giornata!".
In una prospettiva stilistica, può essere utile conoscere l'uso di queste espressioni gergali, per esempio se si sta scrivendo un romanzo d'ambiente giovanile e si vogliono creare dialoghi agili e credibili tra i personaggi.

Fabio Rossi