La sua osservazione è sostanzialmente corretta: i verbi da lei citati reggono una proposizione completiva (preferenzialmente) al congiuntivo se prendono il significato di 'controllare che uno stato di cose corrisponda a quello atteso o previsto'; reggono, invece, l'indicativo se prendono il significato di 'attestare che lo stato di cose corrisponde a quello atteso o previsto'. Si noti che nel primo caso la proposizione retta è una interrogativa indiretta (infatti la congiunzione che può essere sostituita da se); nel secondo è una oggettiva. Si noti anche che se l'interrogativa indiretta è introdotta da se può essere costruita anche all'indicativo: "Va accertato se la malattia di massa costituisce un reato" (da sanita24.ilsole24ore.com, 2015).
Preciso che tra i verbi da lei elencati, che possiamo considerare sinonimi, constatare è quello che più forzatamente ammette il significato di 'controllare...', e più forzatamente, quindi, regge l'interrogativa indiretta. Una frase come "Ho constatato che la casa fosse vuota" potrebbe essere facilmente interpretata come una variante più formale, ma del tutto equivalente in quanto al significato, di "Ho constatato che la casa era vuota". Anche "Ho constatato se la casa fosse vuota", del resto, mi sembra meno naturale di "Ho verificato / accertato / appurato se la casa fosse vuota". La ricerca di constatato se in Internet, non a caso, restituisce soltanto esempi proiettati nel futuro, come "La problematica in discussione non può essere analizzata e risolta senza aver preliminarmente constatato se alla base del comportamento posto in essere dall’azienda ricorrente vi sia stato un comportamento..." (fiscooggi.it, 2007), in cui è proprio la proiezione nel futuro a giustificare il significato e la reggenza.
Fabio Ruggiano