Il significato dei due aggettivi è decisamente diverso, anche se la coincidenza delle prime lettere, e anche la comune accezione negativa, può far pensare il contrario. Infausto è l'opposto di fausto (collegato al verbo favēre 'favorire'), e significa 'malaugurato, che presagisce eventi negativi'. Torquato Tasso, nel canto XII della Gerusalemme liberata, così descrive l'armatura di Clorinda: "Depon Clorinda le sue spoglie inteste / d'argento e l'elmo adorno e l'arme altere, / e senza piuma o fregio altre ne veste / (infausto annunzio!) ruginose e nere". Tasso, cioè, suggerisce che i colori rosso (rugginoso) e nero delle armi presagiscano il sangue e la morte a cui il pesonaggio sta andando inconsapevolemente incontro. Da qui, il significato dell'aggettivo si è evoluto verso quello più generico di 'sfortunato'; come in questo esempio, dal romanzo del 2003 Vita di Melania G. Mazzucco (p. 252): "Sua madre gli aveva raccontato spesso l'ultima incursione - che aveva reso infausto il 1860. I corsari erano sbarcati sulla spiaggia di Scauri e da lì saliti a depredare Minturno e i suoi villaggi, ammazzando uomini e bambini fin nei vicoli di Tufo". 
Infernale è l'aggettivo di relazione di inferno (dal latino infer 'che sta in basso'). Indica, cioè, qualcosa che 'ha a che fare con l'inferno'. Da questo significato si è sviluppato quello di 'malvagio, diabolico' e poi quello, iperbolico, di 'terribile, tremendo, insopportabile' e anche 'faticosissimo'. Addirittura, nel caso di ritmo infernale, l'aggettivo prende il significato di 'sfrenato, convulso'.
Fabio Ruggiano