Mi è capitato di riscontrare in talune narrazioni, sia orali che scritte, costruite prevalentemente al passato remoto o al passato prossimo, il ricorso al futuro semplice per anticipare dati fatti, come se non fossero ancora avvenuti (mentre in realtà non è così). Sono difatti successivi soltanto a quelli che il narratore ha già esposto con un tempo passato. Riporto un esempio per facilitare la comprensione:

Il mattino fu alquanto stancante per lo studente e il pomeriggio non fu da meno, con ore consumate sui libri e pochissimo spazio per il riposo. Ma la sera prenderà tutt'altra piega.

Vi chiedo se questo salto temporale, peraltro minimo, può essere espresso anche con il futuro semplice, come testimonia la scelta narrativa in esame, anziché con il canonico condizionale composto. Solo per ratifica, vi chiedo infine se si sarebbe potuto costruire l'intero periodo con il passato remoto, dato che al di là della scansione progressiva degli eventi, si tratta di un qualcosa interamente appartenente a un tempo ben definito, quindi compiuto, già trascorso.