Il verbo riguardare è oggi quasi esclusivamente transitivo, quindi una cosa riguarda qualcuno non a qualcuno. Per questa ragione si dice non la riguarda (ovvero non riguarda lei), non *non le riguarda (ovvero *non riguarda a lei).
Quando, però, la persona è anticipata rispetto al verbo, la costruzione diretta appare molto strana (perché la persona sembra essere il soggetto del verbo), tanto che può essere considerata addirittura scorretta; per esempio "Mia madre non riguarda quello che faccio". In questi casi è giustificato usare il considdetto complemento oggetto preposizionale: "A mia madre non riguarda quello che faccio". Se la persona è rappresentata da un pronome personale, si può anche legittimamente ricorrere alla ripresa pronominale: "A te non ti riguarda quello che faccio", o soltanto "Non ti riguarda quello che faccio" (ma "Quello che faccio non ti riguarda / riguarda te"). Con il pronome relativo entrambe le costruzioni sembrano forzate ("La persona a cui / che riguarda quello che faccio non sei tu"), sebbene in astratto quella da usare è a cui riguarda. In questi casi questo verbo viene sempre sostituito con un sinonimo come interessare o importare, che richiedono il complemento indiretto introdotto da ala persona a cui interessa / importa...
Fabio Ruggiano